Le ibride di Volkswagen: la potenza di due cuori

Le ibride di Volkswagen: la potenza di due cuori

Continua l’avanzata delle propulsioni ibride: alla fine del 2020, circa il 20 per cento di tutte le vetture di nuova immatricolazione aveva a bordo anche un motore elettrico oltre a quello a combustione. Nel giro di un anno le immatricolazioni sono quintuplicate. Ma quali sono i vantaggi di un motore ibrido e quali tipi esistono? Ve lo spieghiamo noi. 

Cos’è una propulsione ibrida?

Un’auto ibrida è dotata di due diverse tipologie di propulsione, in genere un motore a combustione e un motore elettrico. Il vantaggio di un sistema ibrido consiste nel fatto che si serve dell’energia elettrica per ridurre i consumi e le emissioni nonché per aumentare l’autonomia totale. 

Quali tipi diversi esistono?

Volkswagen offre attualmente due diversi sistemi: l’abbreviazione eTSI contraddistingue la motorizzazione mild hybrid, che consiste in un turbobenzina e in un alternatore-starter da 48 volt azionato a cinghia e dotato una piccola batteria agli ioni di litio da 48 volt. Con la denominazione eHybrid o GTE vengono invece definite le propulsioni plug-in, dotate di un motore elettrico completo e di una batteria di dimensioni maggiori che si ricarica tramite cavo.  

Golf GTE: il propulsore ibrido performante da 245 CV raggiunge lo stesso livello di prestazioni della Golf GTI.

Quali sono i vantaggi di un mild hybrid?

Il sistema consente il cosiddetto «veleggiamento»: quando il conducente toglie il piede dall’acceleratore, il motore a benzina si spegne completamente e l’auto procede sulla strada in folle senza produrre emissioni. In tale fase è la batteria ad alimentare le utenze, come il climatizzatore o il servosterzo. Appena si preme di nuovo il pedale del gas, l’alternatore avvia subito il motore. Come se non bastasse, supporta il motore a benzina durante la partenza e assicura un’accelerazione più rapida. Il mild hybrid è una soluzione economica, non necessita di alcuna batteria ad alto voltaggio e permette di risparmiare fino a 0,4 litri di benzina ogni 100 chilometri.

Come funziona un ibrido plug-in?

Il motore a combustione e il propulsore elettrico alimentano la vettura separatamente o congiuntamente. A seconda del modello, la batteria consente di raggiungere un’autonomia completamente elettrica di massimo 80 chilometri. In questo modo, l’ibrida plug-in si trasforma temporaneamente in un’auto elettrica a tutti gli effetti, ad esempio per recarsi al lavoro o per fare acquisti in città. La batteria può essere ricaricata collegandola a una presa elettrica oppure tramite il recupero in frenata. Sfruttando l’azione congiunta di entrambi i motori si ottiene persino una guida in modalità sportiva: è il caso della nuova Golf GTE, che con 245 CV dispone della stessa potenza della Golf GTI. Anche per quanto riguarda l’autonomia non c’è da preoccuparsi: un’ibrida plug-in affronta tranquillamente anche i tragitti più lunghi. 

Punti di forza a confronto

Punti di forza a <b>confronto</b><br>

Mild hybrid (MHEV)

Ibrido plug-in (PHEV)

Vantaggio

Consumi ridotti, accelerazione rapida, prezzo vantaggioso, nessuna spina di ricarica esterna

Mobilità ottimale su tragitti brevi (motore elettrico) e lunghi (motore a combustione), autonomia complessiva elevata

Sostenibilità

Risparmio di carburante grazie al veleggiamento a zero emissioni

Zero emissioni a livello locale su tragitti brevi, autonomia completamente elettrica fino a 80 km

Disponibile in

Golf eTSI (110, 130 e 150 CV); ulteriori modelli seguiranno a breve

Golf eHybrid, Golf GTE, Passat GTE, Tiguan eHybrid, Arteon Shooting Brake eHybrid, Touareg R

Ideale per

Guida frequente su tratte interurbane e per chi non possiede un box auto

Tragitti casa-lavoro a zero emissioni, guida elettrica in città, viaggi più lunghi, ad esempio in vacanza

Vantaggio

Sostenibilità

Disponibile in

Ideale per

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